La gente sparisce. E pure gli alieni

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Hu, niente di che, solo che guardavo un programma su Italia 1, uno di quei programmi che periodicamente trattano di Ectoplasmi nei castelli, Ufi e piramidi Maya con montaggi fichi e locations sepolcrali, e allora niente guardavo questo programma e ad un tratto passa un video su un alieno che fa due saltelli e poi...sparisce! uno, due e...puf! Ma saltava tanto allegramente, tanto contento!

Words by IvyOfArtemisia {domenica, 25 ottobre 2009}
Domani se farà bello

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Sono tornata. Con la valigia colma di ricordi, la Lonely bagnata di pioggia e piena di margherite, rametti di rosmarino e foglie rosse. Ho negli occhi una visione d'Autunno, mi sento piena di bellezza e povera di parole.
Non sono riuscita ad arrivare al Faro, alla fine. Forse domani, se farà bel tempo.

Words by IvyOfArtemisia {sabato, 24 ottobre 2009}
to the lighthouse

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Vado via. C'è un posto che si chiama Howth che è bianco e azzurro e grigio e blu scuro, e che ha un faro sulla punta. Vado via, per qualche giorno; andrò a Dublino e andrò anche lì, a trovare una cosa che ho perso.
Alla prossima settimana.

Words by IvyOfArtemisia {domenica, 18 ottobre 2009}
the sun had not yet risen. the waves paused.

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Sono tanto, tanto stanca. Tento di non mancare alle lezioni, ma a causa delle varie coincidenze e sovrapposizioni di orario manco irrimediabilmente ad almeno due, tre lezioni a settimana. Inoltre mi è stata cambiata la lezione di russo del martedì, altri casini da aggiungere alla mia già ingarbugliata tabella di marcia. Sto seguendo per bene la Battaglia: ci andrei anche se fuori ci fosse un diluvio universale di dimensioni bibliche, mancare al suo corso è assolutamente impensabile. Mentre sto allegramente saltando le lingue: ah, ma quest'anno gli esami vanno dati, non si sfugge. Vedremo come si metterà la situazione a Gennaio.
Intanto penso a Domenica: mi fa terribilmente strano dire Domenica vado a Dublino. Sono un po' contenta, un po' eccitata, un po' spaventata, un po'...incredula. xD Non so, vado a Dublino diocaro! La città per cui spasimavo sin da bambina! Avevo la testa piena di quelle storie di fate, di verde, di alberi esili, di cieli blu e viola e bianchi e di fiori. Che sarà esattamente tutto ciò che non troverò in quella città, ovviamente, ma mi basterà vedere una ragazza suonare suonare l'arpa in mezzo ad una qualche street per essere felice. Ed uscire una delle quattro sere che passeremo lì e bere una birra o un caffè e ridere e poi scrivere, scrivere, scrivere. Magari questo viaggio servirà alla mia ispirazione bloccata. E principalmente spero che possa servire la lontananza. Perché sono arrivata alla conclusione che per questo malessere diffuso, un po' fisico un po' no, non sia da incolpare questa città da cui scrivo e che è diventata di nuovo d'acqua, né i suoi abitanti d'altro canto. C'è qualcosa in me che non va, e non riesco a capire cosa sia: quindi ho bisogno di tornare a vedere le cose con più chiarezza, e questa grazia mi viene data solo dalla lontananza. Spero solo che Dublino basti, anche se non penso proprio.

Words by IvyOfArtemisia {lunedì, 12 ottobre 2009}

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© Photo The lovely air so thin" by SwellShade
© Citazione tratta dal libro "Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero" di Vasco Brondi