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Per chi non la conosca, è l'ormone che regola il ciclo sonno-veglia: viene secreta principalmente dall'Epifisi (avete presente la ghiandola pineale di Cartesio? Ecco, quella) ma anche da altre ghiandole quali ipofisi, tiroide, etc. Wikipedia dice che gli effetti di sovradosaggio sono praticamente nulli, nonostante negli ultimi anni si sia osservato che una forte assunzione di questo ormone possa indurre depressione.
Viene sintetizzata di notte: con l'avanzare dell'oscurità (cito, ancora una volta) la produzione di melatonina cresce vorticosamente, per poi iniziare ad inibirsi con la luce.
Ora, sinceramente, non la trovate
deliziosa? Non è
adorabile? Di tutti gli ormoni (grandi infami), questo è quello che, al momento, mi somiglia di più, secondo non ricordo bene quale test fatto su FB. Aggiungi al fatto l'aver trovato questo template molto, molto carino, che donerà un po' di riposo ai miei occhi abbagliati da tutto quel bianco precedente.
Stasera ho portato a termine la mia lettura annuale di
Canto di Natale: niente di più banale, vero? Ma mi piace così tanto circondarmi di riti e di feticci. Penso a sprazzi a Benedetta e mi chiedo se userà la sua copia del Don Chisciotte per tenersi a galla nella Laguna: sarebbe un utilizzo
utile, direi, e alquanto dignitoso, sicuramente molto più assennato del mio. Povero, povero Cervantes, abbandonato sulla scrivania insieme a dispense e quaderni fitti di appunti.
Ma tanto lo so, che inizierò a studiare dopo Natale. O al massimo dopo Capodanno. O male che vada...quando tornerò su. (L)
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IvyOfArtemisia {mercoledì, 23 dicembre 2009}
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Sono a casa da nemmeno 5 giorni e già questo paese mi sta stretto: impossibile scendere a Mare, perché il tempo è orrendo e non fa altro che piovere, impossibile fare altro e vedere gente, perché non si sa come ma esce sempre qualche impegno improvviso ogni pomeriggio. I miei litigano in continuazione - sembrano davvero parlare due lingue diverse, e il
perché dei loro continui battibecchi è solo uno. Stress. Troppo stress. Papà è stanchissimo, lavora come un pazzo, fa orari assurdi, torna a casa per nemmeno mezz'ora; mamma dal canto suo ha tre miliardi di cose a cui pensare e i parenti occupano una considerevole fetta del problema. Parenti. Odio i miei parenti, amen.
E poi, e poi. Mi sento schifosamente sola quando torno qui. Vorrei qualcuno che pensasse a me e mi trascinasse fuori da casa e mi facesse divertire, qualcuno che mi facesse spegnere il cervelo, perché qui va paurosamente veloce e
brucia, i miei pensieri
bruciano e non sono abbastanza impegnata per non dare loro ascolto. Inoltre vorrei poter fare qualcosa per Capodanno - nemmeno oso pensare alla sera di Natale che comprenderà, ovviamente, cena dai nonni, pandoro sul divano con papà mezzo addormentato, messa di Natale, ipocriti auguri e nanna. Ecco perché avrei davvero,
davvero bisogno di divertirmi un po' e salutare con allegria e spensieratezza quest'anno che è stato così pieno di tutto, così pieno di
me, e salutarlo senza nessuna faccia triste.
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IvyOfArtemisia {domenica, 20 dicembre 2009}
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"Ti avvertirò sempre" continuò la zia "ogni volta che ti vedrò prendere, a parer mio, troppa libertà."
"Ti prego di farlo; ma non posso assicurarti di trovare sempre giuste le tue rimostranze. "
"Molto probabilmente no. Ti piace troppo fare a modo tuo. "
"Sì, credo che mi piaccia molto. Ma voglio sempre sapere le cose che non si dovrebbero fare. "
"Per farle?" chiese la zia.
"Per
scegliere. " rispose Isabel.
(Henry James, The portrait of a lady)
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IvyOfArtemisia {giovedì, 17 dicembre 2009}
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Nel momento stesso in cui credevo di essere irraggiungibile, di aver trovato l'accesso per un territorio segreto in cui niente di buono o di cattivo sarebbe mai potuto entrare, mi sono accorta di quanto impossibile sia opporsi a questa
casa. Non c'è niente che possa tenermi lontana da
loro, niente, nemmeno la distanza stessa. La loro aura di protezione mi avvolge sempre, sempre. Come se non ci fosse nessun muro tra questa e la loro stanza, vedo i loro respiri che agitano la candela che ho acceso sul comodino. La zucca nera forata di stelle mi sorride nella sua luce arancione. E non c'è modo di scuotersi via questo lenzuolo di amore, che è nell'acqua che qui bevo, nel cibo che qui mangio, nell'aria che qui respiro, che qui, qui è buona, sempre più che altrove.
E quando la sera stiamo tutti vicini sotto le coperte, e quando lascio che mamma mi riscaldi i piedi freddi con le sue mani, e quando guardo il camino vuoto e senza fuoco e i riflessi dell'acquario sul pavimento con i pesci che sembrano ombre fluttuanti e quando guardo questo buio quieto e tranquillo, sempre protetto, sempre dolce penso che no, non ci sarà mai nessun posto come questo, nessun posto come casa, nessuna gioia come questa, nessuna protezione più salda di questa routine di calore, nessun amore come il loro.
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IvyOfArtemisia {venerdì, 06 novembre 2009}
wake up and smell the coffee
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Nessuno capisce come mi sento.
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IvyOfArtemisia {giovedì, 25 giugno 2009}
I'm broken, wide open, like a dried flower
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Ho ritrovato nella scrivania della mia stanza, giù, nella casa estiva, la stanza sempre disordinata, piena di vestiti buttati alla rinfusa su ogni superficie disponibile piana e non, l'abbozzo di una storia. è bello vedere che è rimasto qualcuno di fedele ad aspettarti: il tuo blocco appunti.
Per il resto, non ha fatto praticamente niente giù, e non ho visto nessuno fatta eccezione per Marta e Dario. Ma anche con loro, è stata questione di un attimo e niente più. Sono scesa a mare tre volte, tre volte contate. A contare i granelli di sabbia bianca, ad urlare per il dolore dell'acqua fredda. Nessuna bruciatura, solo un lieve arrossamento: se mi fossi ustionata credo che mia madre non me l'avrebbe mai perdonato. Sicuro come la morte.
Ho dormito. Ho dormito tanto, molto, moltissimo. In quel letto addossato al finestrone. Peccato non abbia piovuto nemmeno una volta, peccato davvero. Si ha sempre bisogno di un giorno di pioggia, ogni tanto. E ho scritto: ho abbozzato le Storie della decadenza (che sia polvere, e santuari rotti, e terre abbandonate, mondi dimenticati, lentezza, la lentezza della Decadenza) e ho ritrovato una Sirius/Hermione che dovevo aver iniziato a Settembre scorso, prima di partire. Forse adesso è il momento giusto di continuarla.
Fa caldo, qui. Ma oggi siamo stati benedetti da un po' di vento fresco. Ci sono le zanzare, devo studiare. E l'atmosfera in casa è strana. Vorrei fare tutt'altro, vorrei essere a casa mia, ma questa notte, verso le tre e mezza, mentre guardavo fuori con gli occhi miopi, ho capito di nuovo che il mio posto, adesso, è qui.
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IvyOfArtemisia {sabato, 20 giugno 2009}
Convertiamoci a Coleridge
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Respirare. Raccontare. Viviamo di questo e basta.
Sono tornata oggi alle sei. Un vento rovente mi ha accolto appena scesa dall'aereo, la LAM ha fatto un giro assurdo impiegando oltre mezz'ora a portarmi a casa. Sono a casa. Da notare, casa è un termine relativo, va contestualizzato. Al momento sono a Pisa, con la testa sono in un luogo poco precisato e molto poco reale. Sono tra le parole di una storia ombrosa, liquida, antica. Mettete dentro un po' di Tolkien, qualche ricordo trovato per strada, il bisogno di raccontare il reale del fantastico che ho abbandonato per il viceversa. Convertiamoci a Coleridge.
Non volevo tornare a Pisa. Non volevo per niente. E sfuggire al caldo, alle zanzare e allo studio forse per qualcun'altra sarebbe stato molto più facile. ma per me no, no, assolutamente no. Sono tornata, e mi darò questi altri due esami, crollasse il mondo. E continuerò qui, anche se qui sono sola. Anche se vengo lasciata sola. E sono già -29 al ritorno a casa. Torniamo a Casa, torniamoci sempre.
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IvyOfArtemisia {venerdì, 19 giugno 2009}
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Ha appena finito di piovere. A gambe nude sul letto, il vento mi accarezza i piedi. Oggi ho avuto una giornata tragica, teoricamente parlando. Iniziata bene e finita male. Ma sono qui, adesso. è bellisismo stare al buio quando piove. L'aria fresca che viene dalla notte. si sentono tutti gli alberi. Sento tutto.
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IvyOfArtemisia {sabato, 30 maggio 2009}
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Ototopoi, Apollo. Ototopoi. Ti alzo un peana in favore e soccorso di noi poveri studenti insonni per il caldo, gli esami e le zanzare. E lo so che nello Ione ti spari una figura di merda dopo l'altra, ma ti prego, fa che l'esame mi vada bene. E che vada bene anche quello di Lett. Inglese, mi basta averlo passato con il minimo, ché sono 7 crediti ed un programma notevole. E voglio sbrigarmi presto, tornare a casa, fare la valigia e annegare sotto la doccia. Che devo tornare a casa, Apollo. Fa che alla Mirto giri bene, anche se sarò la seconda e mi ucciderà tipo una vittima sacrificale davanti agli aruspici. Fa che il prossimo mercoledì sia per tutti una bella giornata. Ototopoi, ototopoi.
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IvyOfArtemisia {martedì, 26 maggio 2009}
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Ed Eliot di notte torna particolarmente attuale, mischiando memoria e desiderio, così, perché Aprile è il mese più crudele e noi non siamo che piccole vite, nutrite con tuberi morti. Oggi camminavo nel sole, e sorridevo come un'idiota mentre lo facevo, anche quando sbagliando strada mi sono trovata in un vicolo cieco, anche quando le scolaresche mi passavano attraverso e mi spingevano e io leggevo I Love Italia sulle loro magliette bianche. dio, Primavera è arrivata finalmente, cammino sempre sul sunnyside of the street.
Non ho tregua dai mal di testa, e lo stomaco cede sotto i crampi: ho di nuovo i ritmi totalmente sballati, di nuovo. Devo tornare a casa, devo drogarmi? Le gocce mi abbassano la pressione, il battito resta ugualmente fortissimo. Qualche giorno fa a lezione ho creduto di spezzarmi, ho pensato di chiedere aiuto a Vittorio ma non mi sono uscite le parole. Il mio corpo sfugge continuamente ai controlli medici, ai controlli miei.
Ania ha detto che farà una torta per me, una torta allo yougurt al cocco con il fondo di biscotto: ne ho sentito il profumo mentre me ne parlava. Mi ricordo ancora la prima volta che ho assaggiato il cocco. Era una serata bellissima, per poco non soffocai.
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IvyOfArtemisia {giovedì, 02 aprile 2009}