Saudade

commenti

Saudade è una parola in cui sono incappata mentre mi documentavo su Lisbona: scrive Pino Cacucci che "tutto a Lisbona trasmette saudade, e ancor di più questa spianata di fronte al vuoto, e stando qui, aspirando la brezza che increspa il Tago, cioè il Tejo, si intuisce vagamente cosa sia questa inesplicabile sensazione di rimpianto, di mancanza, e al tempo stesso desiderio di raggiungere l'inaccessibile, malinconico bisogno di utopia che è poi l'orizzonte stesso, un sentimento che i trovatori medievali chiamarono saudade e da allora in nessuna lingua si è trovato un termine appropriato per tradurlo. "

E questo problema di traduzione sembra continuare: oggi giorno la saudade sembra indicare il sentimento di malinconia della mancanza, vincolata alla memoria intima e privata di persone, oggetti, luoghi. Non è davvero la nostalgia (anche se questo è il termine più appropriato, a quanto credo di aver capito) e non è nemmeno solo malinconia: è il sentimento di una dimensione di assenza che rivive nel ricordo. Ed è questo ciò che spero di trovare se mai il viaggio a Lisbona dovesse andare in porto il prossim'anno: la bellezza nell'assenza, la nostalgia di uno spasimo verso le terre oltre l'Atlantico, il ricordo di un'attesa e di un fervore. 

Dovrei andarci con Marta, dovrei. E a me piacerebbe andarci in Maggio, ma Marta va a Francoforte in Aprile quindi sarebbero due viaggi troppo vicini - economicamente impossibile da reggere. Però, però. Mi piacerebbe molto farmi il compleanno in Portogallo. Un'altra opzione sarebbe Settembre, considerando anche che al momento i biglietti di andata e ritorno si aggirano intorno ai €50. Vedremo, vedremo. Saudade.

Nel frattempo ho intenzione di fare un raid in libreria e fiondarmi su Viaggio in Portogallo di Saramago che mi ispira tanissimo, così come anche Sostiene Pereira che mi ispira di meno, ma che voglio in libreria (inoltre, come dimenticare il fatto che mi trovai Tabucchi accanto in libreria senza accorgermene?).

Oggi passeggiata a Reggio Calabria con la mia famiglia: mi manca quel lungomare meraviglioso, spazzato dal vento salato. Saudade


Words by IvyOfArtemisia {lunedì, 28 dicembre 2009}
Possibly Maybe

commenti (3)

Oggi è il mio ultimo giorno da 19enne. Per oggi sarò ancora la teen-ager della casa: mi mancherà questa cosa, i primi giorni. Non so, venti mi sembrano tantissimi, un'infinità, una specie di macigno. Ho quasi vent'anni e non ho fatto niente. Oddio, so che non è vero, ma adesso è così che mi sento.
ho ricominciato a non dormire la notte: sono tre, quattro giorni che faccio cinque ore a notte - e credo che dovrei anche ringraziare. Sogno rumori di vespe. Poi mi sveglio e vedo una raggiera di zanzare sopra il letto. Eh, devo andare a comprare la zanzariera, subito.

Ieri mi sono fatta un regalo: mi sono comprata il live di Vespertine: Bjork alla Royal Opera House. Lo sto ascoltanto adesso: è...magnifico. E pensare che l'ho ascoltata così svogliatamente in questi anni! E poi è un'altra la cosa per cui sono in fissa al momento: Harry Potter. Sono ossessionata dall'ambiente ricreato nel quinto gioco della saga, ne sono davvero colpita. Vorrei scrivere una storia, una qualunque e ambientarla in questa Hogwarts fredda, autunnale, ventosa, vuota e piena di solitudine. E scrivere una Sirius/Hermione. e capirci qualcosa di questa relazione. Ci vorrà tempo, ci vorrà tempo per non banalizzarla. Devo capirla. E dovei rileggere tutta la saga. Dovrei.

Ieri ho iniziato a studiare: il 22 ho il secondo esonero di Lett. Inglese, e speriamo bene considerato che se lo passo ho dato l'esame! Speriamo, dai. E poi il 3 giugno ho storia della cultura classica, E il 4, amen, si scende per un paio di settimane.

 

Dioooo. Vent'anni.

 

Words by IvyOfArtemisia {sabato, 09 maggio 2009}
Is to die for?

commenti

E dopo l'arrivo a Ciampino, la frase al cardiopalma dell'addetto alla sicurerezza, dopo l'andata all'imbarco con conseguenziale scoperta che dietro di noi si era formata la fila un'ora prima, dopo la sistemazione sull'aereo, dopo le scenate Ryan sempre più esilaranti, dopo aver seguito la suora per i biglietti della navetta, dopo un'ora di autobus, dopo il tassista marocchino con amici calabresi siamo arrivati a casa.
Rue Davy 46, 17 Arrondissement, Paris.
Oddio casa è deliziosa: minuscola, sembra davvero la casa di Amelie. La scalinata principale è tutta a chiocciola, e dentro ci sono i libri, e il computer e i piccoli balconcini...

Il tempo è meraviglioso, e oggi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, cioè spesa e carta Navigo. Domani abbiamo in programma le isole, Les Invalides e il Museo D'Orsay. Dio, è solo il primo giorno e ci stiamo divertendo così tanto. Parì, Parì, Parì is to die for?

Words by IvyOfArtemisia {martedì, 21 aprile 2009}
Turquoise

commenti (2)

Image Hosted by ImageShack.us

Turquoise.

Come il mare, che fino ad adesso è sempre stato trasparente, come il cielo, terso, mai una nuvola, come l'aria che per adesso non è ancora rovente. Ah, questi giorni d'estate, così' desiderati, così fortemente voluti. Non faccio altro che leggere e andare a mare, dormire e passeggiare. Le mie giornate hanno questi precisi ritmi. Sveglia presto, vado un po' in giro o a mare, torno a casa e pranzo, dormo un po' e poi leggo fino a tarda notte. Non è forse il paradiso? E sabato mattina partirò. Andrò a Roma, e con Diego andremo al concerto dei Sigur Ros. Amen, finalmente, dopo tre anni di attesa (per lui, per me di meno XD) riusciremo a vederli! E sarò lì a urlare Glòòòòòòòòsoliiiiii come una brava fan. E poi, e poi. Eheh. E poi domenica mi vedrò con Val. Non ci saranno lucciole, ovviamente non ci sarà Valgiubola, ma avremo caldo, smog e frenesia romana. Ma non importa, tanto a settembre ci sarà Pisa.

Ah, Pisa. A proposito, parto il 10 e torno il 18. Mi stabilirò definitivamente lì la settimana dopo credo. Si sta avvicinando quel giorno, il giorno del cambiamento, la data di cui ho parlato ai miei orali. Comportiamoci come Medea, ma un po' più assennatamente, mh? Cavalchiamo quest'onda, e troviamo nel cambiamento consapevolezza di noi stessi.

A presto.

Words by IvyOfArtemisia {giovedì, 10 luglio 2008}

commenti

Image Hosted by ImageShack.us

 

Mi ricorderò di questi giorni, delle cazzate isteriche che muoiono sulle nostre bocche e che si trasformano in risate convulse. Me ne ricorderò, pensando a questa vigilia dell'esame calda, afosa, soffocante. Credetemi, l'aria stessa puzza di bruciato. Poco importa: avrò finito entro il 3 luglio e niente mi permetterà di non andare a Roma per il concerto dei Sigur. E incontrerò Vale e leggeremo a Villa Borghese e salirò poi a Pisa, per l'iscrizione. Mi ricorderò delle smorfie di Vicky alla parola polizia postale e della sua voglia di fare il percorso con una bella foto du Superman. Perchè per chi non l'avesse capito, fa il percorso sull'eroe. I telegiornali continuano a dare notizie su notizie, consigli su consigli ma non ho voglia di ascoltare nessun pronostico e similia: vorrei solo ritrovare il mio iPod e ascoltare Curtains di Peter Gabriel fino a domani mattina. E quando mi chiederanno come hai passato la tua notte prima degli esami io dirò che mi trovavo a Tomahna, e guardavo la notte stellata e respiravo il vento e le foglie e i riflessi sull'acqua e la solitudine di un rifuglio ancora una volta violato.

Words by IvyOfArtemisia {martedì, 17 giugno 2008}

© Template by MrsLollyJoh { }
© Photo The lovely air so thin" by SwellShade
© Citazione tratta dal libro "Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero" di Vasco Brondi