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« la cattiva reputazione, le voglie sconfinate, la necessità di infinito. » |
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Nel momento stesso in cui credevo di essere irraggiungibile, di aver trovato l'accesso per un territorio segreto in cui niente di buono o di cattivo sarebbe mai potuto entrare, mi sono accorta di quanto impossibile sia opporsi a questa casa. Non c'è niente che possa tenermi lontana da loro, niente, nemmeno la distanza stessa. La loro aura di protezione mi avvolge sempre, sempre. Come se non ci fosse nessun muro tra questa e la loro stanza, vedo i loro respiri che agitano la candela che ho acceso sul comodino. La zucca nera forata di stelle mi sorride nella sua luce arancione. E non c'è modo di scuotersi via questo lenzuolo di amore, che è nell'acqua che qui bevo, nel cibo che qui mangio, nell'aria che qui respiro, che qui, qui è buona, sempre più che altrove. in intimitĂ , possessi, attualitĂ notturne | commenti (1) I'm broken, wide open, like a dried flower Ho ritrovato nella scrivania della mia stanza, giù, nella casa estiva, la stanza sempre disordinata, piena di vestiti buttati alla rinfusa su ogni superficie disponibile piana e non, l'abbozzo di una storia. è bello vedere che è rimasto qualcuno di fedele ad aspettarti: il tuo blocco appunti.
Per il resto, non ha fatto praticamente niente giù, e non ho visto nessuno fatta eccezione per Marta e Dario. Ma anche con loro, è stata questione di un attimo e niente più. Sono scesa a mare tre volte, tre volte contate. A contare i granelli di sabbia bianca, ad urlare per il dolore dell'acqua fredda. Nessuna bruciatura, solo un lieve arrossamento: se mi fossi ustionata credo che mia madre non me l'avrebbe mai perdonato. Sicuro come la morte. Ho dormito. Ho dormito tanto, molto, moltissimo. In quel letto addossato al finestrone. Peccato non abbia piovuto nemmeno una volta, peccato davvero. Si ha sempre bisogno di un giorno di pioggia, ogni tanto. E ho scritto: ho abbozzato le Storie della decadenza (che sia polvere, e santuari rotti, e terre abbandonate, mondi dimenticati, lentezza, la lentezza della Decadenza) e ho ritrovato una Sirius/Hermione che dovevo aver iniziato a Settembre scorso, prima di partire. Forse adesso è il momento giusto di continuarla.
Fa caldo, qui. Ma oggi siamo stati benedetti da un po' di vento fresco. Ci sono le zanzare, devo studiare. E l'atmosfera in casa è strana. Vorrei fare tutt'altro, vorrei essere a casa mia, ma questa notte, verso le tre e mezza, mentre guardavo fuori con gli occhi miopi, ho capito di nuovo che il mio posto, adesso, è qui.
in confessioni, intimitĂ , attualitĂ notturne | commenti Oggi è il mio ultimo giorno da 19enne. Per oggi sarò ancora la teen-ager della casa: mi mancherà questa cosa, i primi giorni. Non so, venti mi sembrano tantissimi, un'infinità, una specie di macigno. Ho quasi vent'anni e non ho fatto niente. Oddio, so che non è vero, ma adesso è così che mi sento. Ieri mi sono fatta un regalo: mi sono comprata il live di Vespertine: Bjork alla Royal Opera House. Lo sto ascoltanto adesso: è...magnifico. E pensare che l'ho ascoltata così svogliatamente in questi anni! E poi è un'altra la cosa per cui sono in fissa al momento: Harry Potter. Sono ossessionata dall'ambiente ricreato nel quinto gioco della saga, ne sono davvero colpita. Vorrei scrivere una storia, una qualunque e ambientarla in questa Hogwarts fredda, autunnale, ventosa, vuota e piena di solitudine. E scrivere una Sirius/Hermione. e capirci qualcosa di questa relazione. Ci vorrà tempo, ci vorrà tempo per non banalizzarla. Devo capirla. E dovei rileggere tutta la saga. Dovrei. Ieri ho iniziato a studiare: il 22 ho il secondo esonero di Lett. Inglese, e speriamo bene considerato che se lo passo ho dato l'esame! Speriamo, dai. E poi il 3 giugno ho storia della cultura classica, E il 4, amen, si scende per un paio di settimane.
Dioooo. Vent'anni.
in intimitĂ , fantasticherie, perifrastiche, a w e s o m e | commenti (3) ECDL dato, meravigliosa giornata nel sole con Ania, Mediaworld e il mio nuovo ipoddo silver da 8 giga, le strillate per Harry Potter nel reparto giochi, tornare a casa e ridere dei nostri antenati in maniera così spassosa. in intimitĂ , felicitĂ estrema | commenti Un minuto e mezzo fa mi sono sentita perfettamente felice. Felice e tranquilla. cosa sbagliata, perché dovrei stare sulla scrivania a studiare per la prova di venerdì, o comunque, non dovrei stare a leggere la Niffenegger, per il semplice fatto che le onde del mal di testa si stanno allargando pericolosamente. E inoltre, cosa ancor più pericolosa, non ho i requisiti per essere così spregiudicatamente felice. Ma lo sono, eh, quindi amen.
Ma, ma. Mancano 28 giorni a Parigi, due settimane a Pasqua: ho da passare la prova di venerdì e l'ECDL che ho prenotato per martedì 7 - credo. Poi basta, voglio solo proiettarmi totalmente verso Parigi: ho aspettato così tanto questa vacanza che sono sicura che anche lavare panni a mano, in quei giorni, sarà meraviglioso.
Giovedì resterò sola a casa: Mari partirà mercoledì, Ania giovedì mattina, io venerdì alle dieci, mi è stato anticipato il volo. Torneremo tutte quante insieme il 15: io avrò giusto il tempo di fare i biglietti per Roma e preparare le ultime cose. Devo assolutamente portare con me la guida durante le vacanze di Pasqua, dobbiamo stilare un piccolo itinerario da seguire.
Ahm, che stanchezza. Domani lezione presto con la Mirto: il suo corso sta finendo, che peccato.
Hu, a casa è andato tutto bene. Quei 5 giorni non sono passati poi così velocemente, e la sorpresa è riuscita in toto. Nonno ha fatto una faccia...semplicemente clamorosa. è stato davvero bello riabbracciare tutti quanti e inoltre ho ottenuto le mie soddisfazioni con determinate persone. Melissa la sera prima di partire ha quasi detto il mio nome: felicità felicità felicità. E poi, modestamente, sono stata brava. Questa volta non ho pianto: sono stata forte, ho fatto in fretta, ho sorriso tanto e poi, guarda un po', appena scesa dall'aereo ho avuto il ciclo. Era latitante da tre mesi, conferma sempre ogni mia supposizione.
Bien, ho tanta voglia di scrivere e leggere e graficare. Cose che in questi giorni sto facendo, d'altrocanto. Per il resto cerco di andare a lezione, ma è sempre più difficile uscire di casa. Poi mi abituo ai capelli corti, che per inciso, mi piacciono da impazzire. Ah, mi manca Ross, non so perché. Mi mancano i libri e le coccole, mi manca tutto quel che è stato quando lei è venuta a trovarmi, anche le paure e le ansie: mi manca anche Livia e mi manca Laura. Mi manca tutto di loro, anche i loro corpi. Mi manca Marta, mi manca Dominika che ormai ho perso, mi mancano tutte le Francesche, e Agnese e Vittoria e anche Alberto. All'improvviso mi mancano tutti, e qui mi sembra di camminare nell'acqua a volte e di essere pesantissima e troppo troppo leggera per restar a terra. Quando in quel giorno di Gennaio buttavo giù il mio percorso per la maturità non pensavo che si sarebbe verificato davvero ciò che avevo solo immaginato. Tornare è sempre diverso: vorresti restare, ma è davvero impossibile farlo. Impossibile anche per te: è così facile non sopportare più niente di tutto ciò che ha fatto parte della tua vita per anni. Le strade, la scuola, i negozi, le parole, le facce, le foglie, le mani, i sorrisi., le abitudini. Tutto riappare come la polvere che avevi nascosto sotto il tappeto: tornare è faticoso, eppure la distanza ha chiarito così tante cose. Quanto è cambiata la mia visione del mondo? Non io, ma il mio modo di vedere le cose. Mi sento chiarissima al mondo e a me stessa. Così chiara da permettermi anche più manifestazioni d'affetto ai miei genitori. Mia madre mi ha abbracciato solo una volta: quando distrutta dalle penicelline e dall'infezione alle orecchie mi ero accasciata, semisvenuta, sul letto. E incredibilmente ora mi accarezza e mi tocca. Cosa è cambiato? Niente, non è cambiato niente, ma è cambiato tutto.
Qui ho capito di nuovo il valore della solitudine: non sto parlando di nessuna scempiaggine emo, sia chiaro. Parlo di una solitudine diversa, più individuale e necessaria. forse a Tropea la manifestavo diversamente: prendevo la borsa, un libro ed uscivo. Andavo a leggere all'affaccio, o nelle altre piazze che davano sul mare. Ma qui è diverso, non so come spiegare. è più un chiudere la porta per riflettere, per concentrarsi e non ha niente a che vedere con lo studio.
Mai avrei mai immaginato che sarebbe andata a rivelarsi una cosa del genere. A settembre come ho potuto resistere? Forse avrei dovuto urlare, e rifiutarmi di andare all'università. Troppa ansia mi avrebbe distrutto. forse ero troppo tramortita e inconsapevole. Ma ora sono qui, in questa stanza, e ascolto Comptine D'un Autre ete: L'Apresmidi e penso a tutto ciò che ho da fare in questi giorni e tra questi mille pensieri quotidiani se ne sedimenta pacifico uno che non ha niente a che vedere con l'Università.
Ce l'ho fatta.
g'dnight guys.
in confessioni, intimitĂ , possessi, rivincite, city lights | commenti (6) Strano che mi sia decisa a tornare; e a tornare, poi, con un template autunnale pieno di foglie morte e di settembre e di cose così. Ma mi andava, come se ora che ci avvicinassimo alla primavera non riuscissi a staccarmi gli ultimi resti di freddo. In ogni caso, siccome non mi va di ricopiare i post dal blog su msn, riassumerò quello che è successo in quest'ultimo mese. Dopo l'esame di Geografia culturale ho fatto un tour de force tremendo e ho preparato Teoria della letteratura: sei giorni di studio disperatissimo si sono conclusi in undici minuti di chiacchierata con monsieur Brugnolo e un 30L sul mio libretto. Cose da non dimenticare di questo esame: la preparazione con Titania e i balletti di pulp fiction con Ale fuori dallo studio. Dopo circa una settimana di coma mi sono rimessa a studiare (tardi, tardi, tardissimo) per Letteratura russa - 454 pagine di Riasanovsky, le due dispense micidiali del Carpi e 1kg di appunti - per arrivare al 19 febbraio assolutamente stremata, con i ritmi del cibo e del sonno totalmente sballati e sul punto di sclerare non appena ho visto rispondere 86 persone all'appello. Fattostà che sono rimsta lì fino alle sette, orario in cui mi ha fatto entrare. Esame delizioso, privato, al buio, delizioso davvero se non fosse stato 30secondi dopo aver iniziato l'ho guardato e mi sono bloccata. Ero così stanca che non riuscivo nemmeno ad articolare una parola. Ma poi l'esame è andato bene, l'entmischung deve averlo colpito davvero enormemente per avermi messo, anche lui, 30L. Cose da ricordare di questo esame: le risate con Daniel, il bivacco nell'anticamera dello studio, e Ivan IV, Ivan IV, Ivan IV, inizio con questo, con questo con questo. << Con cosa vuoi iniziare?>> << il paganesimo slavo>>. Una delle scelte migliori che abbia mai fatto, non mi ha chiesto nemmeno l'ombra di una data. Sono uscita da palazzo Bolelli con un sorriso ebete che faceva girare tutti i passanti, e al telefono con zia parlavo cose non fossi nemmeno io. E il giorno dopo è arrivata mamma, e sono andata a prenderla in aereoporto e poi domenica è arrivato papà e siamo stati a Viareggio, e siamo stati felici. Aw, loro non sanno ancora che l'11 scenderò a casa. Non vedo l'ora che arrivi quel giorno. in confessioni, intimitĂ , felicitĂ estrema, perifrastiche, miraggi universitari, studientka, realtĂ universitarie | commenti Al momento sto scrivendo dal pc di mio fratello, già mio vecchio fisso. Che ora va che è una bellezza, non fosse per la tastiera scassata. E soprattutto ora più che mai riesco a capire quanto poco ergonomica sia questa dannatissima scrivania: ho un mal di schiena lancinante! In ogni caso, qui tutto bene. Tornare è sempre croce e delizia. Sto bene con la mia famiglia: passiamo i pomeriggi bivaccando in sala, con il caminetto acceso a bruciare le bucce di madarino, profumando tutta la casa. Abbiamo trascorso Natale dai miei nonni: il 24 sera nonna aveva già preparato tutto nell'altro solano, ma poi di nascosto io e mamma abbiamo trasportato tutto nella sala del Camino. Ho mangiato tutto, anche se c'era pesce. Che dire? è stata una così grande conquista. La messa è andata così: non vado pazza per il nuovo parroco - ma a prescindere, dopo la morte di padre Luciano per me non c'è stato più nessuno. Sempre la solita atmosfera, sempre i soliti inconri: gli abbracci, gli auguri, i saluti. Poca sincerità, ma buona. Sotto l'albero ho trovato dei regali assolutamente deliziosi: due sciarpe e una borsetta in pelle moooolto vecchio stile. Tutte cose graditissime fuerunt. Dani ha ricevuto dei regali bellissimi! E il mio libro lo sta divorando: ne sono super felice. Il 21 mattina, come promesso, sono scappata da mia cugina: Melissa non ha pianto, in braccio a me. Sta diventando semrpe più bella, credo che io e Marta andremo a trovarla Lunedì, mentre Martedì ci si vedrà tutti da me per una tombolata. Ho bisogno di soldi per Paris. (L) Ah, ecco! Parigi! Zia ha fatto una proposta indecentissima: ha un amico che le affitterebbe un appartamento a Parigi, lei paga l'affitto, noi i biglietti (che al momento costano sui 22 euro. Sarebbe...assolutamente magnifico. Ho bisogno di andare a Parigi, ora come non mai. Dopo gli esami, a marzo. Sarà perfetto, con Diego e zia. Sarà perfetto. E cammineremo per le strade come se fossimo soli nella corrente della Senna. Ah. Ah. Sarà perfetto. E più mi dicono di stare con i piedi per terra, più io non faccio che esaltarmi. Quanto è vro che appena arrivo a Pisa, mi fiondo da Feltrinelli a comprare la guida di Lonely Planet. Dunque, Buon Natale to everyone, anche se in ritardo. Buon Natale a chi è tornato a casa: è difficile, vero? Ma è un bene esser andati via da qua, è davvero un bene. Amo Pisa, Dio, quanto la amo., anche se quando mi alzo e vado in cucina non si vede il mare.
(Icon by Tinebrella (L)) in paris, intimitĂ , possessi, city lights, perifrastiche, di feste e piccole gioie | commenti (1) Un'altra settimana sta per concludersi: è stata faticosa. A little bit. Oggi ho dato il modulo 2 della patente europea per il computer (ECDL) e l'ho passato. Anche Ania. Panico, panico totale quando ci siamo rese conto che l'esame era simile a tutto tranne che alle simulazioni che avevamo fatto a casa. Dio, quindici minuti di puro terrore. Siamo andate a festeggiare al Dolce Pisa, con cappuccino, cioccolata calda e biscotti. Poi a casa abbiamo fatto il bis con il flan. Non mangiavo così disordinato da mesi, probabilmente. Anzi...pensandoci bene credo di non aver mai mangiato così male! E pensare che stavo risolvendo i miei problemi con il cibo. Amen, devo darmi una regolata, di nuovo. Ho pronta la valigia per domani con un cambio, i regali, i libri. Porterò cn me un po' di tutto: Afterdark, Delitto e Castigo, Il processo. Devo sfruttare queste ore di viaggio pe portarmi avanti con la lettura: il tempo passa e i libri da leggere per gli esami aumentano. Non vedo l'ora di andare a roma. Ho voglia di dormire nel letto con zia romana e accanto a Giulia, passare la notte a parlare e parlare e parlare, per poi svegliarsi in sincrono la mattina, con la luce bianca, cercando le coperte. Questo è il ricordo più vivido della mia estate. Bene, è stata una giornata piena. fortuna che ho fatto russo stamattina, altrimenti mi sarei trovata alle unidici di sera a fissare con sguardo ebete gli esercizi. Prenderò il treno delle 17, dovrei essere a Roma per le 20:15. Ha detto zia: se non mi trovi aspettami da Trombetta. Ma si, ma si (L) Vado a nanna: ci si sente al mio ritorno, quando sarò in crisi post-twilight. Chià
Cose da ricordare: la ragazza che è uscita dall'aula studio con in mano un bacino. in partenze, intimitĂ , possessi, perifrastiche, cose mie e della contessa, tuailĂ it | commenti (1) Pioggia, pioggia continua. Sono tornata a casa bagnata come un pulcino, felice e spaventata come una bambina. Per il freddo avevo male dovunque, i jeans si asciugano al termosifone con una lentezza impressionante. Pomeriggio di cioccolato. Forma morbida e calda. Meno nove a Roma: ho voglia di famiglia. Sere, sere di Novembre. Perchè Novembre per me è un mese blu? Blu di pioggia, nero di notte. Voglia di famiglia. in intimitĂ , di feste e piccole gioie | commenti (1) Ed eccomi qui, sono tornata. Sono qui, nella mia stanza a Pisa che ha urgentemente bisogno di una lavata. Sono sveglia dalle sei, più o meno. Piove. Ha piovuto tanto. Tu sei acqua che cade su di me. Non ho lezione questa mattina, giusto Lett. Russa a mezzogiorno. Ma devo alzarmi per fare una doccia, fare la spesa. Sono felice. Felice e triste e ansiosa. Ho un po' paura per lo studio, a dirla tutta. Devo recuperare in fretta le cose che ho perso in questi giorni - fotocopie prese, appunti da prendere, vecchie lezioni da ricopiare. Pisa, si. Ieri mi sentivo solissima a Teoria della letteratura, ma poi mi sono seduta e dopo qualche minuto, alzando lo sguardo ho visto Alessandra. Devo averle fatto un sorriso immenso, sono stata contenta di vedermela accanto. E anche Vittorio. E Alice: ci sei al LuccaComics? Ma si, ma si. Ci sarò. E ci sarò con la Val, e con la Helen Lance. E probabilmente rivedrò la Ross e la Ele. Un'altra bella giornata. Oh, quanto è strano. Mi sento così viva quando torno a casa. Non credevo di essere in grado di riuscire a spiegare tutto questo a mia madre e a mio padre, ma ci sono riuscita. Il mio viso è cambiato. Sono più chiara, più luminosa. Pisa mi sta facendo bene. Anastasia e MAria Giovanna mi stanno facendo bene. C'è stato chi ha riaperto vecchie ferite e le ha pulite. C'è stato chi è venuto qui, e mi ha abbracciato, con queste ferite aperte e pulsanti e mi ha fatto sentire ancora più viva. Non credevo di potermi sentire così. Non ci avrei mai scommesso. Anyway, il battesimo è andato benissimo. Mi hanno fatto tenere Melissa in braccio per metà della cerimonia e mi sentivo così alta e fiera davanti all'altare. Lei è una bambola. Bianca, con questi occhioni verde liquido, dal fondo grigio scuro. Inoltre è stato divertente vedere i parenti scappare in chiesa, al mio arrivo, o ignorarmi. Delizioso, si. Assolutamente delizioso. Ho dovuto soffocare le risate. Ultimi aggiornamenti da Tropea? Niente di che. Ha sempre i soliti protagonisti. La redazione giovani del giornale sta colando a picco senza di me, e mi dispiace - per metà. Il mare è magnifico, come sempre. Mentre andavo via ho visto le scogliere di Parghelia alzarsi nette sulla spiaggia. Mi stanno salutando, ho pensato. Unica nota dolente: ho visto poco papà, in questi tre giorni. Essendo impegnato con i lavori del locale, non è stato quasi mai a casa. Ma va bene, va benissimo così. Martedì ha riaperto, ed è stato un gran successo.
Tò, la sveglia. Vado a spegnerla. A presto.
in confessioni, separazioni, intimitĂ , a w e s o m e | commenti (2) |
Enter Chiara. Chiarissima, sempre e forse anche troppo. Fazzolettini di seta, testimonianze di notti estive. Per tutte le altre destinazioni. Venti compleanni, nata in Maggio. Oh yes Oh yes, writing and reading and playing and living with life's secrets. Oh no Oh no, non cadere, non dormire, non morire, non fiatare, non sparire, non ti muovere. Listening to Cocteau Twins, Portishead, Sigur Ros, Elisa, Yann Tiersen, Björk, Dario Marianelli, Plumb, Imogen Heap, The Cranberries, Bonobo, Baustelle, CocoRosie, Gorillaz, Kate Bush. Wishlist Archive oggi Categories Comments Kokky in no place like home Links In trasparenza Credits *loading* Grafica e HTML elaborati da Angel Karmilla. Template distribuito su Fucker Graphic. |