
Ed Eliot di notte torna particolarmente attuale, mischiando memoria e desiderio, così, perché Aprile è il mese più crudele e noi non siamo che piccole vite, nutrite con tuberi morti. Oggi camminavo nel sole, e sorridevo come un'idiota mentre lo facevo, anche quando sbagliando strada mi sono trovata in un vicolo cieco, anche quando le scolaresche mi passavano attraverso e mi spingevano e io leggevo I Love Italia sulle loro magliette bianche. dio, Primavera è arrivata finalmente, cammino sempre sul sunnyside of the street.
Non ho tregua dai mal di testa, e lo stomaco cede sotto i crampi: ho di nuovo i ritmi totalmente sballati, di nuovo. Devo tornare a casa, devo drogarmi? Le gocce mi abbassano la pressione, il battito resta ugualmente fortissimo. Qualche giorno fa a lezione ho creduto di spezzarmi, ho pensato di chiedere aiuto a Vittorio ma non mi sono uscite le parole. Il mio corpo sfugge continuamente ai controlli medici, ai controlli miei.
Ania ha detto che farà una torta per me, una torta allo yougurt al cocco con il fondo di biscotto: ne ho sentito il profumo mentre me ne parlava. Mi ricordo ancora la prima volta che ho assaggiato il cocco. Era una serata bellissima, per poco non soffocai.
L'altra sera stavo studiando quando Ania è tornata dalla sua passeggiata-premio-post-esame e mi ha portato il libro che le avevo chiesto di prendermi, Memorie d'una ragazza perbene della Beauvoir. L'ho sfogliato prima di andare a cena. Ho fatto correre le pagine finché non se ne è aperta una a caso: la prima frase che ho letto diceva qualcosa del tipo cinque sei anni e avrò la laurea cinque anni e sarò padrona della mia vita.
Simone, come facevi a sapere, come, dico come facevi a sapere che ho passato due giorni piangendo, i due giorni del ritorno a dannarmi perchè volevo tornare a casa?
Ma sto meglio, ora. Sto studiando, non sembra vada male male male male. Sto studiando, esco solo se necessario. Sto meglio. Pianifico Parigi: appartamento di 30 mq a due passi dal cimitero di Montmartre. Parigi, avrò Parigi dal 21 al 28 Aprile. Che questi esami vadano bene, che vadano bene...
Words by IvyOfArtemisia {venerdì, 09 gennaio 2009}Al momento sto scrivendo dal pc di mio fratello, già mio vecchio fisso. Che ora va che è una bellezza, non fosse per la tastiera scassata. E soprattutto ora più che mai riesco a capire quanto poco ergonomica sia questa dannatissima scrivania: ho un mal di schiena lancinante!
In ogni caso, qui tutto bene. Tornare è sempre croce e delizia. Sto bene con la mia famiglia: passiamo i pomeriggi bivaccando in sala, con il caminetto acceso a bruciare le bucce di madarino, profumando tutta la casa. Abbiamo trascorso Natale dai miei nonni: il 24 sera nonna aveva già preparato tutto nell'altro solano, ma poi di nascosto io e mamma abbiamo trasportato tutto nella sala del Camino. Ho mangiato tutto, anche se c'era pesce. Che dire? è stata una così grande conquista. La messa è andata così: non vado pazza per il nuovo parroco - ma a prescindere, dopo la morte di padre Luciano per me non c'è stato più nessuno. Sempre la solita atmosfera, sempre i soliti inconri: gli abbracci, gli auguri, i saluti. Poca sincerità, ma buona. Sotto l'albero ho trovato dei regali assolutamente deliziosi: due sciarpe e una borsetta in pelle moooolto vecchio stile. Tutte cose graditissime fuerunt. Dani ha ricevuto dei regali bellissimi! E il mio libro lo sta divorando: ne sono super felice.
Il 21 mattina, come promesso, sono scappata da mia cugina: Melissa non ha pianto, in braccio a me. Sta diventando semrpe più bella, credo che io e Marta andremo a trovarla Lunedì, mentre Martedì ci si vedrà tutti da me per una tombolata. Ho bisogno di soldi per Paris. (L) Ah, ecco! Parigi! Zia ha fatto una proposta indecentissima: ha un amico che le affitterebbe un appartamento a Parigi, lei paga l'affitto, noi i biglietti (che al momento costano sui 22 euro. Sarebbe...assolutamente magnifico. Ho bisogno di andare a Parigi, ora come non mai. Dopo gli esami, a marzo. Sarà perfetto, con Diego e zia. Sarà perfetto. E cammineremo per le strade come se fossimo soli nella corrente della Senna. Ah. Ah. Sarà perfetto. E più mi dicono di stare con i piedi per terra, più io non faccio che esaltarmi. Quanto è vro che appena arrivo a Pisa, mi fiondo da Feltrinelli a comprare la guida di Lonely Planet.
Dunque, Buon Natale to everyone, anche se in ritardo. Buon Natale a chi è tornato a casa: è difficile, vero? Ma è un bene esser andati via da qua, è davvero un bene. Amo Pisa, Dio, quanto la amo., anche se quando mi alzo e vado in cucina non si vede il mare.
(Icon by Tinebrella (L))
Words by IvyOfArtemisia {sabato, 27 dicembre 2008}Pisa. Pisa, città di pioggia. Di poveri studenti che non rinunciano alle converse nemmeno con il diluvio. Che un giorno con nuvole bianche è un giorno d'estate. Pisa città di mille canali interni, che portano via quintali di foglie secche. Portarle dove, poi. Il mare freddo e bianco è lontano.
Oggi ho eliminato un'altro paio di voci dal post-it papiro piazzato sopra la scrivania: fare spesa e prendere materiale geografia. Un lavoraccio quest'ultimo: vai a richiederlo nella biblioteca del dipartimento, lascia documento, scappa in copisteria, corri a lezione, escine dopo quattro ore, vai in copisteria, aspetta che finisca la pausa pranzo, corri a riportare tutto in Biblioteca, torna a casa, metti ad asciugare tutto, mangia qualcosa, poi vai a fare la spesa. 'nsomma. Mi sono stancata oggi. E avevo i piedi freddi, e pesanti. L'ombrello sta in agonia dopo due anni di onorato servizio. E a Tropea ci sono 22 gradi, diamine. Diamine. Qui tra un po' mi crescono le branchie e là ci stanno 22 gradi, mh.
Dovrei dormire almeno da tre ore, considerato che domani dovrò essere fuori alle otto e mezza per andare in Banca a ritirare i soldi della borsa di studio: non ho la più pallida idea di cose potrò trovare una volta arrivata lì, nè di cosa farò dopo. Forse andrò a prendere il regalo a Lucia e un maglione a collo alto nero di cui ho urgentemente bisogno.
Ah, ho voglia di rivedere a teatro Francesco Biolchini. Sto leggendo il Re Lear e mi piace un sacco. La valigia è piena per metà di regali e libri. Come farò, come?! Dodici ore di treno, no. Non si può fare.
Curtains, di Peter Gabriel, come al solito. Stavo sul letto a piedi nudi, rilassata dopo la doccia e ho sentito i peli sul collo che si rizzavano: ci riesce solo lui, e solo con questa canzone.
And there are angels on our curtains, they keep the outside out, and there are lions on our curtains, they lick their wounds, they lick their doubts. With all the memories of the days...close you eyes, go to spleep.
E seguo il consiglio.
Chià
Words by IvyOfArtemisia {mercoledì, 17 dicembre 2008}Come quando nei giorni d'inverno andavamo al Porto. O quando sulla sabbia cercavamo vetri di mare. Io li ho ancora tutti in una scatola, sai?
Pezzi di vetro, Francesco De gregori.
L'uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso
di ramo duro il cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle
mentre balla e balla
sotto l'angolo retto di una stella
niente a che vedere col circo
nà© acrobata nà© mangiatore di fuoco
piuttosto un santo a piedi nudi
quando vedi che non si taglia
già lo sai
ti potresti innamorare di lui
forse sei già innamorata di lui
cosa importa se ha vent'anni
e nelle pieghe della mano
una linea che gira
e lui risponde serio è mia
sottintende la vita
e la fine del discorso la conosci già
era acqua corrente un po' di tempo fa
e adesso si è fermata qua
non conosce paura
l'uomo che salta e vince sui vetri
e spezza bottiglie ride e sorride
perchè... ferirsi non è possibile
morire meno che mai e poi mai
e insieme visitate la notte
che dicono è due anime e un letto
e un tetto di capanna utile
e dolce come ombrello teso
tra la terra e il cielo
lui ti offre la sua ultima carta
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire
quando dice è quattro giorni che ti amo
ti prego non andare via
non lasciarmi ferito
e non hai capito ancora come mai
gli hai lasciato in un minuto
tutto quel che hai
però stai bene dove stai
però stai bene dove stai
Ho scoperto in una notte freddissima che Kafka è di un'esattezza micidiale. Ho scoperto che vivere nel suo mondo significherebbe rinunciare alla consapevolezza degli spazi giusti. La prospettiva è guasta, la morale è contraddittoria, i suoi uomini retti sono perduti.
Ho scoperto in una notte freddissima quanto intenso sia il rumore del motore di un aereo. La mia finestra trema ogni ora e mezza.
Words by IvyOfArtemisia {venerdì, 05 dicembre 2008}Un'altra settimana sta per concludersi: è stata faticosa. A little bit. Oggi ho dato il modulo 2 della patente europea per il computer (ECDL) e l'ho passato. Anche Ania. Panico, panico totale quando ci siamo rese conto che l'esame era simile a tutto tranne che alle simulazioni che avevamo fatto a casa. Dio, quindici minuti di puro terrore.
Siamo andate a festeggiare al Dolce Pisa, con cappuccino, cioccolata calda e biscotti. Poi a casa abbiamo fatto il bis con il flan. Non mangiavo così disordinato da mesi, probabilmente. Anzi...pensandoci bene credo di non aver mai mangiato così male! E pensare che stavo risolvendo i miei problemi con il cibo. Amen, devo darmi una regolata, di nuovo. Ho pronta la valigia per domani con un cambio, i regali, i libri. Porterò cn me un po' di tutto: Afterdark, Delitto e Castigo, Il processo. Devo sfruttare queste ore di viaggio pe portarmi avanti con la lettura: il tempo passa e i libri da leggere per gli esami aumentano.
Non vedo l'ora di andare a roma. Ho voglia di dormire nel letto con zia romana e accanto a Giulia, passare la notte a parlare e parlare e parlare, per poi svegliarsi in sincrono la mattina, con la luce bianca, cercando le coperte. Questo è il ricordo più vivido della mia estate. Bene, è stata una giornata piena. fortuna che ho fatto russo stamattina, altrimenti mi sarei trovata alle unidici di sera a fissare con sguardo ebete gli esercizi. Prenderò il treno delle 17, dovrei essere a Roma per le 20:15. Ha detto zia: se non mi trovi aspettami da Trombetta. Ma si, ma si (L)
Vado a nanna: ci si sente al mio ritorno, quando sarò in crisi post-twilight.
Chià
Cose da ricordare: la ragazza che è uscita dall'aula studio con in mano un bacino.
Words by IvyOfArtemisia {giovedì, 20 novembre 2008}